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Arca

Furetto

Mustela furo

Stato di conservazione IUCN: Non valutata· NE
Furetto (Mustela furo)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (en)

Da dove viene il nome

Furo viene dal latino fur, «ladro»: il piccolo ladro, per l’abitudine di sgusciare nelle tane e portarne via ciò che trova. È la stessa radice di furto e furtivo. Il nome dice esattamente il mestiere per cui l’abbiamo addomesticato — infilarlo nelle gallerie dei conigli perché li spingesse fuori verso le reti dei cacciatori, un lavoro che svolge per noi da oltre duemila anni.

Scheda

Gruppo
Mammiferi · Mammalia
Ordine
Carnivori
Habitat
Domestico; usato nella caccia in tana e come animale da compagnia
Areale
Cosmopolita al seguito dell’uomo; popolazioni inselvatichite in Nuova Zelanda
Dimensioni
35–50 cm di lunghezza più 13 di coda, 0,7–2 kg
Dieta
Carnivoro stretto — carne, con un transito intestinale di sole tre ore
Longevità
6–10 anni

Caratteristiche

  • 01

    Il corpo lunghissimo e flessibile gli permette di girarsi su se stesso dentro una galleria.

  • 02

    Dorme fino a diciotto ore al giorno, in un sonno così profondo da sembrare privo di sensi.

  • 03

    Discende dalla puzzola europea, addomesticata probabilmente nel Mediterraneo antico.

Particolarità

Il suo apparato respiratorio somiglia al nostro abbastanza da renderlo l’animale su cui si studia l’influenza da quasi un secolo: nel 1933 furono dei furetti a dimostrare che l’influenza umana è causata da un virus, e da allora ogni vaccino antinfluenzale passa da loro. Si ammalano come noi, con febbre, starnuti e naso che cola, e si contagiano fra loro per via aerea — cosa che i topi non fanno. Un animale allevato per infilarsi nelle tane è diventato il modello su cui misuriamo le pandemie.

Prossima specie

Criceto dorato

Mesocricetus auratus