Furetto
Mustela furo

— Da dove viene il nome
Furo viene dal latino fur, «ladro»: il piccolo ladro, per l’abitudine di sgusciare nelle tane e portarne via ciò che trova. È la stessa radice di furto e furtivo. Il nome dice esattamente il mestiere per cui l’abbiamo addomesticato — infilarlo nelle gallerie dei conigli perché li spingesse fuori verso le reti dei cacciatori, un lavoro che svolge per noi da oltre duemila anni.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Carnivori
- Habitat
- Domestico; usato nella caccia in tana e come animale da compagnia
- Areale
- Cosmopolita al seguito dell’uomo; popolazioni inselvatichite in Nuova Zelanda
- Dimensioni
- 35–50 cm di lunghezza più 13 di coda, 0,7–2 kg
- Dieta
- Carnivoro stretto — carne, con un transito intestinale di sole tre ore
- Longevità
- 6–10 anni
— Caratteristiche
- 01
Il corpo lunghissimo e flessibile gli permette di girarsi su se stesso dentro una galleria.
- 02
Dorme fino a diciotto ore al giorno, in un sonno così profondo da sembrare privo di sensi.
- 03
Discende dalla puzzola europea, addomesticata probabilmente nel Mediterraneo antico.
— Particolarità
Il suo apparato respiratorio somiglia al nostro abbastanza da renderlo l’animale su cui si studia l’influenza da quasi un secolo: nel 1933 furono dei furetti a dimostrare che l’influenza umana è causata da un virus, e da allora ogni vaccino antinfluenzale passa da loro. Si ammalano come noi, con febbre, starnuti e naso che cola, e si contagiano fra loro per via aerea — cosa che i topi non fanno. Un animale allevato per infilarsi nelle tane è diventato il modello su cui misuriamo le pandemie.

