Formichiere gigante
Myrmecophaga tridactyla

— Da dove viene il nome
Myrmecophaga unisce il greco mýrmex, "formica", e phageîn, "mangiare": letteralmente "mangiatore di formiche". L'epiteto tridactyla, "dalle tre dita", si riferisce alle tre unghie sviluppate della zampa anteriore, benché le dita siano in realtà cinque. Il nome comune italiano traduce fedelmente il greco, e il portoghese brasiliano lo chiama invece tamanduá-bandeira, "tamanduá bandiera", per la coda ampia e frangiata che l'animale porta alta come un vessillo.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Bradipi e formichieri
- Habitat
- Savane erbose, praterie tropicali e foreste aperte
- Areale
- America centrale e meridionale, dall'Honduras all'Argentina settentrionale, con roccaforti nel Cerrado e nel Pantanal brasiliani
- Dimensioni
- 180–220 cm dalla punta del muso alla coda, 25–45 kg
- Dieta
- Insettivoro — formiche e termiti, fino a 30.000 al giorno
- Longevità
- 14–16 anni in natura, fino a 26 in cattività
— Caratteristiche
- 01
La lingua è lunga fino a 60 cm e può essere estroflessa oltre 150 volte al minuto.
- 02
È completamente privo di denti: gli insetti vengono triturati nello stomaco muscoloso insieme a sabbia ingerita.
- 03
Cammina sulle nocche delle zampe anteriori per non consumare gli artigli, lunghi quanto un dito umano.
— Particolarità
Il formichiere gigante ha una delle temperature corporee più basse fra i mammiferi placentati, attorno ai 32,7 gradi, conseguenza diretta di una dieta poverissima di energia. Per questo non può permettersi di distruggere le colonie di cui vive: si ferma appena un minuto su ciascun formicaio, preleva poche migliaia di insetti e se ne va prima che i soldati montino una difesa efficace. Visita così fino a duecento nidi in una giornata, senza esaurirne nessuno. È un predatore che sopravvive perché ha imparato a non prendere troppo.

