Formica legionaria
Eciton burchellii

— Da dove viene il nome
Il nome scientifico non aiuta: Eciton è una parola coniata da Latreille di cui non si conosce con certezza la formazione, e burchellii ricorda l’esploratore inglese William Burchell. Sono invece i nomi popolari a dire ciò che questa formica è, e lo dicono tutti col lessico della guerra: «legionaria» in italiano, army ant in inglese, hormiga guerrera in spagnolo, Wanderameise in tedesco. Quattro lingue, e nessuna che sia riuscita a descriverla senza un esercito.
— Scheda
- Gruppo
- Insetti · Insecta
- Ordine
- Imenotteri
- Habitat
- Suolo e lettiera della foresta pluviale
- Areale
- Dal Messico meridionale all’Amazzonia
- Dimensioni
- Operaie 3–12 mm; la regina fino a 25 mm
- Dieta
- Artropodi e piccoli vertebrati catturati durante le battute
- Longevità
- La colonia anni; la regina diversi anni
— Caratteristiche
- 01
Non costruisce nidi: si accampa formando un bivacco con i propri corpi.
- 02
La colonna di caccia può contare duecentomila individui.
- 03
Le operaie sono cieche e si orientano soltanto con i feromoni.
— Particolarità
Il nido è fatto di formiche. Quando la colonia si ferma, centinaia di migliaia di operaie si agganciano l’una all’altra con gli uncini delle zampe e formano una massa sospesa a un ramo — il bivacco — con camere, corridoi e una cella centrale per la regina: una costruzione di corpi vivi che si scioglie all’alba e si rifà al tramonto. Le stesse operaie usano i propri corpi per riempire le buche del sentiero, sdraiandosi nel vuoto perché le compagne cariche di preda ci camminino sopra, e ognuna si dimensiona sulla buca che deve tappare. Al passaggio di una colonna seguono uccelli specializzati che non mangiano le formiche: mangiano gli insetti che scappano da loro.

