Formica argentata del Sahara
Cataglyphis bombycina

— Da dove viene il nome
Bombycina è l’aggettivo latino da bombyx, il baco da seta: «serica», di seta. Il nome guarda i peli che coprono il corpo, che sono lisci, appiattiti e così lucidi da far sembrare l’animale una goccia di mercurio che corre sulla sabbia. Nessuno, quando il nome fu coniato, sospettava che quei peli non fossero un ornamento ma un impianto di raffreddamento.
— Scheda
- Gruppo
- Insetti · Insecta
- Ordine
- Imenotteri
- Habitat
- Dune e hammada del deserto, alle ore più calde del giorno
- Areale
- Sahara, dal Marocco all’Egitto
- Dimensioni
- 4–10 mm
- Dieta
- Insetti morti di caldo sulla superficie della sabbia
- Longevità
- Le operaie poche settimane; la colonia anni
— Caratteristiche
- 01
Esce a mezzogiorno, quando la sabbia supera i sessanta gradi.
- 02
Corre a un metro al secondo, cento lunghezze del corpo al secondo.
- 03
Torna al nido in linea retta, senza ripercorrere il tragitto dell’andata.
— Particolarità
Esce quando tutti gli altri sono morti o nascosti, e sopravvive per tre motivi combinati. I peli triangolari che la ricoprono riflettono la luce visibile e l’infrarosso vicino e irradiano il calore nel medio infrarosso: abbassano la temperatura del corpo di quasi dieci gradi rispetto a un individuo depilato. Le zampe lunghissime tengono il corpo sollevato dove l’aria è meno rovente. E il sistema di navigazione — un contapassi interno unito a una bussola che legge la polarizzazione del cielo — le permette di tornare alla tana in linea retta dopo una corsa a zig-zag di duecento metri, perché fermarsi a cercare l’ingresso significherebbe cuocersi.

