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Arca

Foca monaca del Mediterraneo

Monachus monachus

Stato di conservazione IUCN: Vulnerabile· VU
Foca monaca del Mediterraneo (Monachus monachus)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Dal greco monachós, «solitario», la stessa parola che ha dato monaco: nome scelto due volte, nel genere e nella specie, come se il naturalista volesse insistere. Le spiegazioni tramandate sono due e non si escludono: le pieghe di pelle dietro il capo che ricordano un cappuccio calato, e l’abitudine a vivere appartata, lontana dalle colonie chiassose delle altre foche. Omero la chiamava già phṓkē e la faceva pascolare da Proteo sulle spiagge del Nilo.

Scheda

Gruppo
Mammiferi · Mammalia
Ordine
Carnivori
Habitat
Grotte marine con ingresso sommerso, coste rocciose isolate
Areale
Mediterraneo orientale, Mar Egeo, coste della Mauritania e Madeira; in Italia avvistamenti sporadici e in aumento
Dimensioni
240–280 cm di lunghezza, 250–300 kg
Dieta
Carnivoro — polpi, cefalopodi, pesci
Longevità
20–25 anni

Caratteristiche

  • 01

    Partorisce dentro grotte marine cui si accede solo nuotando sott’acqua, unica strategia rimasta contro il disturbo umano.

  • 02

    Un singolo piccolo per parto, ogni due anni: fra i tassi riproduttivi più lenti di tutti i carnivori.

  • 03

    La popolazione mondiale è stimata attorno ai settecento individui, contro i circa cinquecento del 2015.

Particolarità

Un tempo prendeva il sole sulle spiagge aperte, come fanno ancora le foche del nord. Non è biologia, è memoria: la scelta di partorire in grotte buie e scomode è un comportamento appreso in duemila anni di caccia e di frequentazione umana delle coste. Le foche che stavano allo scoperto sono state uccise, quelle che si nascondevano hanno lasciato figli. È uno dei pochi casi in cui possiamo osservare un intero comportamento di specie riscritto dalla nostra presenza, e leggerlo come una cicatrice.

Prossima specie

Elefante marino del nord

Mirounga angustirostris