Farfalla cavolaia maggiore
Pieris brassicae

— Da dove viene il nome
Pieris è il nome delle Pieridi, cioè delle Muse, che dalla Pieria macedone presero l’appellativo. Brassicae vuol dire «del cavolo». Il binomio accosta dunque le dee della poesia all’ortaggio più prosaico che ci sia: la Musa del cavolo. È uno dei contrasti più belli della nomenclatura zoologica, e nasce dall’abitudine settecentesca di dare alle farfalle nomi mitologici e alle piante nomi da dispensa.
— Scheda
- Gruppo
- Insetti · Insecta
- Ordine
- Lepidotteri
- Habitat
- Orti, campi coltivati, giardini
- Areale
- Europa, Asia, Nordafrica; introdotta in Sudamerica
- Dimensioni
- 5,5–7 cm di apertura alare
- Dieta
- Nettare da adulta; foglie di crucifere da bruco
- Longevità
- Alcune settimane; due o tre generazioni all’anno
— Caratteristiche
- 01
I bruchi vivono in gruppo e sono gialli e neri, non mimetici.
- 02
Accumulano nel corpo gli oli di senape del cavolo e diventano sgradevoli.
- 03
Le femmine riconoscono le foglie già occupate e non depongono due volte.
— Particolarità
La pianta chiama i rinforzi. Quando i bruchi cominciano a mangiare, il cavolo emette una miscela di sostanze volatili che attira una vespa parassitoide, la quale depone le uova dentro i bruchi: la pianta non può difendersi da sé e assolda un sicario. La farfalla ha risposto rendendosi tossica — i bruchi immagazzinano i composti solforati del cavolo, quelli che ne fanno l’odore, e li usano contro gli uccelli — e le vespe hanno risposto a loro volta specializzandosi. È una delle catene a tre livelli meglio studiate della biologia, e si svolge per intero in un orto qualunque.

