Farfalla apollo
Parnassius apollo
— Da dove viene il nome
Entrambe le parole vengono da Delfi. Il Parnaso è il monte sacro che sovrasta il santuario, dimora delle Muse; Apollo è il dio che vi aveva l’oracolo. Un nome così solenne per una farfalla si spiega con l’altitudine a cui vive — vola sulle pietraie di montagna, dove la luce è netta e l’aria fredda — e con le macchie rosse cerchiate di nero sulle ali posteriori, che i primi descrittori lessero come gocce di sangue sul bianco.
— Scheda
- Gruppo
- Insetti · Insecta
- Ordine
- Lepidotteri
- Habitat
- Pendii rocciosi e praterie di montagna fra gli 800 e i 2.500 metri
- Areale
- Montagne d’Europa e Asia occidentale
- Dimensioni
- 7–8,5 cm di apertura alare
- Dieta
- Nettare; semprevivi e borracine da bruco
- Longevità
- Circa un mese da adulta
— Caratteristiche
- 01
Le ali sono in parte trasparenti, con le scaglie rade.
- 02
Il bruco mangia solo piante grasse di roccia: sedum e sempervivum.
- 03
Vola lentamente e planando, cosa insolita per una farfalla diurna.
— Particolarità
Il maschio, dopo l’accoppiamento, applica alla femmina una placca di sostanza indurita che le chiude l’apertura genitale e impedisce a chiunque altro di accoppiarsi con lei: si chiama sphragis, «sigillo» in greco, ed è visibile a occhio nudo come una scaglia chiara sotto l’addome. È una delle poche farfalle in cui il fenomeno è così vistoso. Vive in popolazioni isolate una montagna dall’altra, il che l’ha resa fragile: è stata una delle prime farfalle al mondo protette per legge, e in molte regioni alpine è scomparsa con l’abbandono dei pascoli, che ha lasciato che il bosco richiudesse le pietraie dove cresce il suo sedum.

