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Arca

Falco pecchiaiolo

Pernis apivorus

Stato di conservazione IUCN: Rischio minimo· LC
Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus)
Foto: Andreas Trepte · CC BY-SA 2.5 · Pagina del file · Voce Wikipedia (it)

— Da dove viene il nome

Apivorus è latino, «divoratore di api», da apis e vorare. È un nome giusto a metà: di api ne mangia poche, e vive soprattutto delle larve di vespe e calabroni, che scava dai nidi sotterranei. Pernis viene da pérnēs, un nome di rapace che compare in Aristotele e che Cuvier riprese senza che si sappia a quale uccello si riferisse davvero. Anche l’italiano pecchiaiolo parla di api: pecchia è il nome toscano dell’insetto.

— Scheda

Gruppo
Uccelli · Aves
Ordine
Rapaci diurni
Habitat
Boschi di latifoglie e misti alternati a radure e prati
Areale
Nidifica in Europa e Asia occidentale, sverna nell’Africa tropicale
Dimensioni
52–60 cm, apertura alare 113–150 cm, 0,5–1 kg
Dieta
Larve e favi di vespe e calabroni; anfibi, rettili e nidiacei quando gli insetti scarseggiano
Longevità
Oltre 20 anni il record in natura

— Caratteristiche

  • 01

    Ha il muso coperto di piume corte, rigide e fitte come squame.

  • 02

    Scava i nidi di vespe con le zampe, che hanno unghie poco ricurve, da scavatore.

  • 03

    In primavera passa sullo Stretto di Messina a migliaia, in pochi giorni.

— Particolarità

È costruito per sopportare le punture. Le piume del muso sono piccole placche sovrapposte in cui un pungiglione non trova varchi, e le narici sono fessure strette che non si riempiono di terra e cera. Sullo Stretto di Messina il suo passaggio primaverile ha una storia triste: in Calabria e in Sicilia gli «adorni», come li chiamavano, venivano abbattuti per tradizione, e una credenza popolare voleva che chi non ne uccideva uno rischiasse di essere tradito dalla moglie. I campi di sorveglianza dei volontari, dagli anni Ottanta, hanno quasi cancellato il bracconaggio.

Prossima specie

Sparviere

→

Accipiter nisus