Falco pecchiaiolo
Pernis apivorus

— Da dove viene il nome
Apivorus è latino, «divoratore di api», da apis e vorare. È un nome giusto a metà: di api ne mangia poche, e vive soprattutto delle larve di vespe e calabroni, che scava dai nidi sotterranei. Pernis viene da pérnēs, un nome di rapace che compare in Aristotele e che Cuvier riprese senza che si sappia a quale uccello si riferisse davvero. Anche l’italiano pecchiaiolo parla di api: pecchia è il nome toscano dell’insetto.
— Scheda
- Gruppo
- Uccelli · Aves
- Ordine
- Rapaci diurni
- Habitat
- Boschi di latifoglie e misti alternati a radure e prati
- Areale
- Nidifica in Europa e Asia occidentale, sverna nell’Africa tropicale
- Dimensioni
- 52–60 cm, apertura alare 113–150 cm, 0,5–1 kg
- Dieta
- Larve e favi di vespe e calabroni; anfibi, rettili e nidiacei quando gli insetti scarseggiano
- Longevità
- Oltre 20 anni il record in natura
— Caratteristiche
- 01
Ha il muso coperto di piume corte, rigide e fitte come squame.
- 02
Scava i nidi di vespe con le zampe, che hanno unghie poco ricurve, da scavatore.
- 03
In primavera passa sullo Stretto di Messina a migliaia, in pochi giorni.
— Particolarità
È costruito per sopportare le punture. Le piume del muso sono piccole placche sovrapposte in cui un pungiglione non trova varchi, e le narici sono fessure strette che non si riempiono di terra e cera. Sullo Stretto di Messina il suo passaggio primaverile ha una storia triste: in Calabria e in Sicilia gli «adorni», come li chiamavano, venivano abbattuti per tradizione, e una credenza popolare voleva che chi non ne uccideva uno rischiasse di essere tradito dalla moglie. I campi di sorveglianza dei volontari, dagli anni Ottanta, hanno quasi cancellato il bracconaggio.

