Dugongo
Dugong dugon

— Da dove viene il nome
Sia il nome comune sia il binomio Dugong dugon derivano dal malese duyung, “signora del mare”, l’espressione con cui i naviganti dell’arcipelago indicavano questa creatura schiva. Fu Lacépède, nel 1799, a fissarne il nome scientifico ripetendo quasi identica la parola indigena. Non è un caso che il termine evochi una dama: come il lamantino, il dugongo alimentò per secoli le leggende delle sirene, e proprio a quelle figure mitiche l’ordine dei Sirenia deve il proprio nome.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Sirenii
- Habitat
- Praterie di fanerogame marine in acque costiere calde.
- Areale
- Fascia costiera dell’Indo-Pacifico, dal Mar Rosso e dall’Africa orientale fino all’Australia settentrionale e al Pacifico occidentale.
- Dimensioni
- 2,4–3 m, 230–400 kg
- Dieta
- Erbivoro — fanerogame marine, che bruca lasciando solchi sul fondale
- Longevità
- Fino a 70 anni
— Caratteristiche
- 01
È l’unico sirenide esclusivamente marino: a differenza dei lamantini non risale mai i corsi d’acqua dolce.
- 02
La coda è bilobata come quella dei delfini, non a paletta arrotondata.
- 03
I maschi adulti sviluppano due piccole zanne, incisivi che spuntano dal labbro superiore.
— Particolarità
Il parente più prossimo del dugongo in tempi storici era la ritina di Steller, un colosso di otto metri scoperto nel 1741 nel Mare di Bering e sterminato dai cacciatori in appena ventisette anni: una delle estinzioni più rapide mai documentate. Il dugongo condivide con quella creatura scomparsa una biologia lentissima — le femmine partoriscono un solo piccolo ogni tre-sette anni — che lo rende fragile davanti alla pressione umana. Le zanne dei maschi, come i tronchi degli alberi, depositano anelli di crescita che permettono di leggerne l’età.

