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Arca

Dugongo

Dugong dugon

Stato di conservazione IUCN: Vulnerabile· VU
Dugongo (Dugong dugon)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Sia il nome comune sia il binomio Dugong dugon derivano dal malese duyung, “signora del mare”, l’espressione con cui i naviganti dell’arcipelago indicavano questa creatura schiva. Fu Lacépède, nel 1799, a fissarne il nome scientifico ripetendo quasi identica la parola indigena. Non è un caso che il termine evochi una dama: come il lamantino, il dugongo alimentò per secoli le leggende delle sirene, e proprio a quelle figure mitiche l’ordine dei Sirenia deve il proprio nome.

Scheda

Gruppo
Mammiferi · Mammalia
Ordine
Sirenii
Habitat
Praterie di fanerogame marine in acque costiere calde.
Areale
Fascia costiera dell’Indo-Pacifico, dal Mar Rosso e dall’Africa orientale fino all’Australia settentrionale e al Pacifico occidentale.
Dimensioni
2,4–3 m, 230–400 kg
Dieta
Erbivoro — fanerogame marine, che bruca lasciando solchi sul fondale
Longevità
Fino a 70 anni

Caratteristiche

  • 01

    È l’unico sirenide esclusivamente marino: a differenza dei lamantini non risale mai i corsi d’acqua dolce.

  • 02

    La coda è bilobata come quella dei delfini, non a paletta arrotondata.

  • 03

    I maschi adulti sviluppano due piccole zanne, incisivi che spuntano dal labbro superiore.

Particolarità

Il parente più prossimo del dugongo in tempi storici era la ritina di Steller, un colosso di otto metri scoperto nel 1741 nel Mare di Bering e sterminato dai cacciatori in appena ventisette anni: una delle estinzioni più rapide mai documentate. Il dugongo condivide con quella creatura scomparsa una biologia lentissima — le femmine partoriscono un solo piccolo ogni tre-sette anni — che lo rende fragile davanti alla pressione umana. Le zanne dei maschi, come i tronchi degli alberi, depositano anelli di crescita che permettono di leggerne l’età.

Prossima specie

Babbuino oliva

Papio anubis