Babbuino oliva
Papio anubis

— Da dove viene il nome
Papio è il nome neolatino del babbuino, giunto attraverso il francese papion. L’epiteto anubis richiama Anubi, la divinità egizia dalla testa canina: il muso allungato e affusolato di questo primate parve agli zoologi evocare il volto del dio sciacallo. Il nome comune “babbuino” risale al francese babouin, forse legato a babine, “labbro cascante”, mentre l’aggettivo “oliva” descrive la tinta grigio-verdastra del mantello.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Primati
- Habitat
- Savane, steppe e foreste aperte.
- Areale
- Ampia fascia dell’Africa equatoriale, dal Mali e dalla Guinea a ovest fino all’Etiopia e alla Tanzania a est.
- Dimensioni
- 60–70 cm (testa-corpo), 14–25 kg; i maschi grandi quasi il doppio delle femmine
- Dieta
- Onnivoro — erbe, radici, frutti, insetti e piccoli vertebrati
- Longevità
- 20–30 anni in natura, fino a 40 in cattività
— Caratteristiche
- 01
Vive in gruppi sociali numerosi, che possono superare il centinaio di individui, retti da gerarchie mutevoli.
- 02
Il muso canino, da cui il nome, arma i maschi di zanne più lunghe di quelle di un leopardo.
- 03
È il babbuino con l’areale più esteso, presente in oltre venticinque paesi africani.
— Particolarità
Un branco di babbuini oliva studiato dal neurobiologo Robert Sapolsky, la cosiddetta “Forest Troop”, vide morire di tubercolosi i maschi più aggressivi, che monopolizzavano il cassonetto infetto di un lodge turistico. Nel gruppo si affermò allora una cultura insolitamente pacifica, tramandata anche ai maschi immigrati arrivati anni dopo. È una delle rare dimostrazioni sul campo che il temperamento sociale di un primate può trasmettersi per apprendimento, e non soltanto per istinto.

