Daino
Dama dama

— Da dove viene il nome
Dama riprende il latino dama o damma, che designava genericamente un cervide o un'antilope di piccola taglia; l'origine ultima resta incerta, forse celtica, forse mediterranea preromana, ed è la stessa radice che attraverso il latino volgare ha dato l'italiano daino. Negli autori antichi il termine non ha alcuna precisione zoologica: capriolo, daino, gazzella, qualunque bestia svelta e cornuta che fuggisse davanti ai cani. Fu Linneo, nel 1758, a fissarlo su una singola specie, e a raddoppiarlo poi in Dama dama. Un nome vago per duemila anni, diventato preciso in una riga.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Artiodattili
- Habitat
- Boschi radi di latifoglie con ampie radure e macchia mediterranea
- Areale
- Originario dell'Anatolia e dei Balcani meridionali; introdotto in quasi tutta l'Europa e in Africa, Americhe e Oceania
- Dimensioni
- 130–175 cm di lunghezza, 85–95 cm al garrese, 35–100 kg
- Dieta
- Erbivoro — graminacee, foglie, gemme, ghiande e castagne
- Longevità
- 10–16 anni in natura, oltre 20 in cattività
— Caratteristiche
- 01
È l'unico cervide europeo con palchi palmati, allargati a pala nella porzione terminale.
- 02
Il mantello pomellato di bianco permane anche negli adulti, con varianti che vanno dal quasi nero al bianco puro.
- 03
In amore i maschi emettono un rutto profondo e cadenzato, ripetuto per ore dalla stessa piccola arena di corteggiamento.
— Particolarità
Il daino che pascola nei parchi inglesi, nelle tenute toscane o nelle isole del Mediterraneo non è quasi mai un residuo di fauna selvatica: è un discendente di animali trasportati dall'uomo. Le glaciazioni lo confinarono in un lembo di Anatolia e di Grecia meridionale, e da lì lo riportarono indietro prima i Fenici e i Romani, che lo allevavano nei vivaria, poi i Normanni, che ne popolarono i parchi di caccia inglesi. Le popolazioni “selvatiche” europee derivano tutte da quelle liberazioni, e la genetica lo conferma seguendo la scia dei commerci antichi. Il daino è meno un animale d'Europa che un souvenir del Mediterraneo orientale, rilasciato e dimenticato per tremila anni.

