Camoscio alpino
Rupicapra rupicapra

— Da dove viene il nome
Rupicapra unisce rupes, la rupe, e capra: “capra delle rocce”, un nome che è già una descrizione dell'ecologia dell'animale. Il nome italiano camoscio viene invece dal tardo latino camox, attestato nel V secolo e preso a sua volta da una lingua alpina preromana: la stessa radice che ha prodotto il tedesco Gams e il francese chamois. È una delle poche parole di sostrato alpino sopravvissute quasi intatte fino a oggi. Dalla pelle conciata di questo animale prese poi nome un tessuto morbido, la pelle di camoscio, tanto che il nome della bestia è finito nei cassetti di mezzo mondo.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Artiodattili
- Habitat
- Praterie d'alta quota, ghiaioni e pareti rocciose attorno al limite del bosco
- Areale
- Alpi, Carpazi, Tatra, Balcani, Appennino settentrionale, Anatolia e Caucaso
- Dimensioni
- 110–130 cm di lunghezza, 70–80 cm al garrese, 25–50 kg
- Dieta
- Erbivoro — erbe alpine, germogli, licheni e aghi di conifera in inverno
- Longevità
- 15–17 anni in natura, eccezionalmente fino a 22
— Caratteristiche
- 01
Le corna, presenti in entrambi i sessi, sono permanenti e ricurve a uncino nella parte terminale.
- 02
Gli zoccoli hanno un bordo esterno duro e tagliente e una suola interna morbida ed elastica, che fa presa sulla roccia come una gomma.
- 03
Il mantello passa dal fulvo estivo al bruno quasi nero dell'inverno, con la maschera facciale chiara attraversata da due bande scure sugli occhi.
— Particolarità
Dietro la base delle corna i maschi portano due ghiandole che per undici mesi l'anno restano invisibili. In autunno si gonfiano fino a diventare protuberanze evidenti e secernono un olio scuro e acre, che l'animale spalma su rami e arbusti per marcare l'area di corteggiamento. La stagione degli amori cade fra novembre e dicembre, nel cuore dell'inverno alpino: i maschi la attraversano quasi senza nutrirsi, inseguendosi e sfidandosi sulla neve fresca. Molti arrivano alla primavera talmente logorati da non superarla. Il camoscio paga il diritto di riprodursi con la peggiore stagione dell'anno.

