Cobo dell’ellisse
Kobus ellipsiprymnus

— Da dove viene il nome
Kobus latinizza koba, il nome che gli davano le popolazioni dell’Africa occidentale. Ellipsiprymnus è un composto greco che significa «dalla groppa a ellisse», da élleipsis e prymnós: sul posteriore porta un anello bianco netto e chiuso, che nei manuali da campo viene descritto senza troppa poesia come l’impronta lasciata da una tavoletta del water appena verniciata.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Artiodattili
- Habitat
- Savana e boscaglia sempre entro poche centinaia di metri dall’acqua
- Areale
- Africa subsahariana, dal Senegal all’Etiopia e giù fino al Sudafrica
- Dimensioni
- 177–235 cm di corpo, 160–300 kg
- Dieta
- Erbivoro — quasi solo graminacee, con alto fabbisogno idrico
- Longevità
- 18 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
Dipende dall’acqua più di ogni altra antilope africana e non se ne allontana mai.
- 02
Solo il maschio porta le corna, ad anelli, lunghe fino a un metro.
- 03
La pelle secerne una sostanza oleosa e maleodorante che impermeabilizza il pelo.
— Particolarità
Puzza, e la puzza gli salva la vita. Le ghiandole della pelle producono un olio dall’odore così sgradevole da rendere la carne quasi immangiabile, e i predatori lo sanno: leoni e iene attaccano il cobo molto meno di quanto la sua abbondanza e la sua lentezza farebbero prevedere, e i cacciatori umani lo evitano da sempre. L’olio serve in origine a impermeabilizzare il pelo di un animale che sta sempre a mollo. La difesa chimica è arrivata come effetto collaterale.

