Cervo dalla coda bianca
Odocoileus virginianus

— Da dove viene il nome
Odocoileus è un nome nato storto e mai raddrizzato: Rafinesque lo coniò nel 1832 su un dente fossile cavo, dal greco odoús, «dente», e koîlos, «cavo», ma sbagliò la trascrizione — la forma corretta sarebbe stata Odontocoelus. Nessuno poté correggerla, perché le regole della nomenclatura tutelano la prima grafia pubblicata. Il cervo americano più comune porta un errore di ortografia inciso nel nome scientifico.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Artiodattili
- Habitat
- Bosco, margini, campi coltivati, periferie residenziali
- Areale
- Dal Canada meridionale al Perù e alla Bolivia
- Dimensioni
- 95–220 cm di corpo, 25–135 kg
- Dieta
- Erbivoro — germogli, foglie, ghiande, funghi, colture
- Longevità
- 6–14 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
Alza la coda bianca come una bandiera quando fugge: è un segnale per il gruppo.
- 02
Da meno di mezzo milione di capi a inizio Novecento a oltre trenta milioni oggi.
- 03
Il maschio perde e rifà i palchi ogni anno, in un ciclo di pochi mesi.
— Particolarità
La sua sovrabbondanza è un problema ecologico costruito da noi in un secolo. Portato quasi all’estinzione dalla caccia, è stato protetto, ripopolato, e liberato dai suoi predatori: senza lupi e puma, con boschi frammentati e campi ovunque, si è moltiplicato fino a densità che nessuna foresta regge. Nei boschi orientali degli Stati Uniti il sottobosco è brucato fino al suolo, alcune specie di piante non riescono più a rigenerarsi, e la composizione stessa della foresta sta cambiando. Non è un’invasione: è una specie nativa a cui abbiamo tolto ogni freno.

