Castoro europeo
Castor fiber

— Da dove viene il nome
Castor è il greco kástōr, fiber è la parola latina per lo stesso animale, imparentata con il tedesco Biber e con un antichissimo aggettivo indoeuropeo che significava «bruno». Il binomio dice quindi due volte «castoro», in due lingue. Isidoro di Siviglia inventò poi l’etimologia falsa che ha fatto fortuna: castor da castrare, perché si credeva che l’animale braccato si mordesse i testicoli per darli ai cacciatori — nascendo dal fatto che il castoreo, la secrezione odorosa, veniva da ghiandole vicine.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Roditori
- Habitat
- Fiumi lenti, canali, laghi con sponde alberate
- Areale
- Europa e Asia occidentale, in forte espansione dopo secoli di quasi estinzione
- Dimensioni
- 80–100 cm di corpo, coda 30–40 cm, 13–35 kg
- Dieta
- Corteccia, rametti, piante acquatiche, erbe
- Longevità
- 15 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
Abbatte alberi rosicchiandone il tronco a clessidra, e li usa per dighe e tane.
- 02
Ha le palpebre trasparenti che gli fanno da maschera sott’acqua.
- 03
Batte la coda piatta sull’acqua come segnale d’allarme, udibile a centinaia di metri.
— Particolarità
A inizio Novecento in Europa ne restavano circa milleduecento, in otto popolazioni isolate: Rodano, Elba, Norvegia meridionale, Dnepr, Don, Voronež, Ural, Ob. Tutto il castoro europeo di oggi — centinaia di migliaia di animali dalla Spagna alla Mongolia, tornato in Italia dal 2018 dopo cinquecento anni — discende da quei pochi superstiti. È la più grande operazione di ritorno di un mammifero mai riuscita nel continente, e ha portato con sé un effetto collaterale che si sta imparando ad apprezzare: le sue dighe trattengono le piene e ricreano zone umide che nessun cantiere saprebbe costruire alla stessa spesa.

