Capriolo
Capreolus capreolus

— Da dove viene il nome
Capreolus è il diminutivo latino di caper, il becco: letteralmente “piccolo capro”. La stessa parola in latino indicava anche il viticcio della vite e il puntello biforcuto del carpentiere, tutto ciò che si divide in due punte — e il palco del capriolo, corto e ramificato in due o tre cime, è appunto una piccola forca. Il nome italiano discende per via diretta dallo stesso vocabolo, e la ripetizione Capreolus capreolus è uno di quei tautonimi che la nomenclatura conserva quando il nome popolare e quello scientifico finiscono per coincidere.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Artiodattili
- Habitat
- Boschi di latifoglie alternati a radure, cespuglieti e coltivi
- Areale
- Europa continentale e Isole britanniche, fino all'Anatolia, al Caucaso e all'Iran settentrionale
- Dimensioni
- 95–135 cm di lunghezza, 65–75 cm al garrese, 15–35 kg
- Dieta
- Erbivoro — germogli, foglie tenere, erbe, gemme, frutti e funghi
- Longevità
- 8–12 anni in natura, fino a 17 in condizioni protette
— Caratteristiche
- 01
Il palco, piccolo e a due o tre punte, cade in autunno e ricresce in pieno inverno: unico caso fra i cervidi europei.
- 02
Lo specchio anale bianco si allarga a ventaglio nell'animale allarmato, segnalando il pericolo al resto del gruppo.
- 03
Il verso di allarme è un latrato rauco e ripetuto, sorprendentemente simile a quello di un cane.
- 04
È un brucatore selettivo: sceglie i bocconi più digeribili invece di pascolare in modo indiscriminato.
— Particolarità
Il capriolo si accoppia fra luglio e agosto, ma l'embrione, dopo poche divisioni cellulari, si ferma: resta sospeso nell'utero per quattro o cinque mesi senza impiantarsi, e riprende a svilupparsi solo intorno a Natale. È l'unico ungulato al mondo a praticare la diapausa embrionale, un meccanismo altrimenti noto in orsi, mustelidi e foche. Il vantaggio è aritmetico: il maschio può corteggiare quando è in forze, d'estate, e i piccoli nascono comunque in maggio, quando il bosco offre il massimo del cibo. La gestazione apparente dura dieci mesi; quella vera, cinque.

