Capra domestica
Capra hircus

— Da dove viene il nome
Capra è latino e resta intatto; hircus indica il maschio, il becco. Dal greco trágos, «capro», nasce invece una parola che nessuno collega più all’animale: tragedia, tragōidía, «canto del capro» — forse per il premio in palio nelle gare drammatiche di Atene, forse per i cori vestiti da satiri. Il genere teatrale più solenne d’Occidente porta il nome di una bestia che bruca sui sassi.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Artiodattili
- Habitat
- Pendii rocciosi, macchia, pascoli marginali, stalle
- Areale
- Cosmopolita; circa un miliardo di capi
- Dimensioni
- 80–120 cm di lunghezza, 30–90 kg
- Dieta
- Erbivoro ruminante — arbusti, foglie, cortecce, erbe dure
- Longevità
- 15–18 anni
— Caratteristiche
- 01
Bruca a mezz’aria, sui rami, e in Marocco sale regolarmente sugli alberi di argan.
- 02
Digerisce piante coriacee e amare che gli altri erbivori domestici rifiutano.
- 03
Sa risolvere problemi meccanici a più passaggi e ricorda la soluzione dopo dieci mesi.
— Particolarità
La sua capacità di mangiare qualsiasi cosa l’ha resa il primo animale della frontiera e, insieme, un agente di desertificazione: brucando fino alla radice e spogliando gli arbusti, ha contribuito a trasformare in pietraie interi versanti del Mediterraneo. È stata la salvezza di pastori su terre dove nient’altro sopravviveva e la rovina di quelle stesse terre nel giro di generazioni. Poche specie mostrano così bene che un animale non è utile o dannoso in sé: lo diventa a seconda di quante ne mettiamo, e dove.

