Capovaccaio
Neophron percnopterus

— Da dove viene il nome
Neophron viene da un mito raccontato da Antonino Liberale: Neofrone, per vendicarsi dell’amico Egipio, ne sedusse la madre, e Zeus finì per trasformare entrambi in avvoltoi. Dallo stesso racconto prende il nome Aegypius, il genere dell’avvoltoio monaco. Percnopterus è greco, perknós, «scuro», e pterón, «ala»: il corpo è bianco ma le remiganti sono nere. Nell’antico Egitto era così familiare che il suo profilo divenne un geroglifico, quello del suono che gli egittologi trascrivono come aleph.
— Scheda
- Gruppo
- Uccelli · Aves
- Ordine
- Rapaci diurni
- Habitat
- Pareti rocciose, gole, steppe aride e zone di pastorizia
- Areale
- Europa meridionale, Africa, Medio Oriente, Asia centrale e India; in Italia una decina di coppie
- Dimensioni
- 55–70 cm, apertura alare 155–180 cm, 1,6–2,4 kg
- Dieta
- Carcasse, rifiuti, uova, escrementi di bestiame
- Longevità
- Oltre 20 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
Ha la faccia nuda e gialla, più accesa negli adulti in buona salute.
- 02
È il più piccolo avvoltoio d’Europa, e l’unico che migra fino in Africa.
- 03
Rompe le uova di struzzo lanciandoci sopra delle pietre.
— Particolarità
Nel 1966 Jane Goodall e Hugo van Lawick filmarono in Serengeti un capovaccaio che raccoglieva un sasso nel becco e lo scagliava contro un uovo di struzzo, troppo spesso da rompere a beccate, finché il guscio cedeva. Fu uno dei primi usi di strumenti documentati in un uccello. Altrettanto strano è il colore della faccia: il giallo viene dai carotenoidi, che l’avvoltoio ricava anche mangiando lo sterco del bestiame, e un muso più acceso dice agli altri che quell’individuo è ben nutrito. È in pericolo soprattutto per i bocconi avvelenati e per le linee elettriche lungo le rotte migratorie.

