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Arca

Capibara

Hydrochoerus hydrochaeris

Stato di conservazione IUCN: Rischio minimo· LC
Capibara (Hydrochoerus hydrochaeris)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Hydrochoerus hydrochaeris ripete due volte, nel genere e nell'epiteto, la medesima immagine greca: hýdōr, "acqua", e choîros, "maiale" — il maiale d'acqua che i primi europei credettero di riconoscere sulle rive dell'Orinoco. Il nome comune viene invece dal tupi kapiûara, letto di solito come "mangiatore di erba sottile", una descrizione assai più esatta di quella dei naturalisti. Fra le due tradizioni linguistiche, quella indigena aveva capito l'animale; quella europea ne aveva solo visto la sagoma.

Scheda

Gruppo
Mammiferi · Mammalia
Ordine
Roditori
Habitat
Praterie allagate e rive fluviali a fitta vegetazione
Areale
Sud America a est delle Ande, dal Venezuela e dalla Colombia al Brasile meridionale, all'Uruguay e al nord dell'Argentina
Dimensioni
106–134 cm di lunghezza, 50–62 cm al garrese, 35–66 kg
Dieta
Erbivoro — graminacee e piante acquatiche, cortecce e frutti caduti
Longevità
8–10 anni in natura, fino a 12 in cattività

Caratteristiche

  • 01

    Occhi, orecchie e narici sono allineati sulla sommità del capo, così da restare emersi con il corpo sott'acqua.

  • 02

    Le dita sono unite da membrane parziali e l'animale può restare immerso fino a cinque minuti.

  • 03

    Vive in gruppi stabili di dieci o venti individui, che nella stagione secca si fondono in aggregazioni di oltre cento.

Particolarità

In Venezuela il capibara si mangia tradizionalmente durante la Quaresima, quando la carne sarebbe vietata. La spiegazione tramandata è che i coloni chiesero a Roma un parere sull'animale e che, descritto come una bestia squamosa di abitudini acquatiche, esso venne assimilato al pesce: nessuna bolla è mai stata rintracciata, ma la consuetudine è documentata almeno dal Settecento e non si è mai interrotta. Ancora oggi, nelle settimane prima di Pasqua, la carne salata di chigüire si vende a prezzi che superano quelli del manzo. Il più grande roditore del mondo deve la propria fortuna gastronomica a un equivoco tassonomico mai chiarito.

Prossima specie

Istrice crestata

Hystrix cristata