Canocchia
Squilla mantis

— Da dove viene il nome
Mantis è la stessa parola della mantide religiosa, l’«indovina» greca: le due zampe raptatorie ripiegate davanti al capo sono identiche, e due animali lontanissimi si sono guadagnati lo stesso nome per la stessa posa. Squilla è invece un nome latino di crostaceo, che in italiano è rimasto nei dialetti adriatici come «squilla» e «cannocchia», da cui viene anche l’idea del cannocchiale — un tubo che si guarda in fondo.
— Scheda
- Gruppo
- Crostacei · Malacostraca · Maxillopoda
- Ordine
- Stomatopodi
- Habitat
- Fondali fangosi costieri, in tane a U scavate nel sedimento
- Areale
- Mediterraneo e Atlantico orientale, dal Portogallo all’Angola
- Dimensioni
- 10–20 cm
- Dieta
- Pesci, gamberi e molluschi catturati all’agguato
- Longevità
- 3–4 anni
— Caratteristiche
- 01
Le due macchie scure sulla coda sembrano occhi e sviano i predatori.
- 02
Aspetta all’imboccatura della tana e scatta su ciò che passa.
- 03
Gli occhi sono su peduncoli mobili e si orientano indipendentemente.
— Particolarità
Colpisce con le zampe anteriori a una velocità che l’acqua fatica a seguire. Fra le canocchie ci sono due scuole — quelle che infilzano e quelle che sfondano — e questa appartiene alle prime: le appendici sono armate di spine e trafiggono la preda invece di frantumarla. Nella laguna di Venezia e lungo l’Adriatico è un piatto tradizionale, e il nome dialettale «canocia» ha seguito i pescatori fino in tavola. Le due macchie sul telson non servono a nulla di ciò che sembrano: sono occhi finti puntati verso chi arriva da dietro.

