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Arca

Canocchia

Squilla mantis

Stato di conservazione IUCN: Non valutata· NE
Canocchia (Squilla mantis)
Fotografia da Wikimedia Commons · Scheda del file su Commons

Da dove viene il nome

Mantis è la stessa parola della mantide religiosa, l’«indovina» greca: le due zampe raptatorie ripiegate davanti al capo sono identiche, e due animali lontanissimi si sono guadagnati lo stesso nome per la stessa posa. Squilla è invece un nome latino di crostaceo, che in italiano è rimasto nei dialetti adriatici come «squilla» e «cannocchia», da cui viene anche l’idea del cannocchiale — un tubo che si guarda in fondo.

Scheda

Gruppo
Crostacei · Malacostraca · Maxillopoda
Ordine
Stomatopodi
Habitat
Fondali fangosi costieri, in tane a U scavate nel sedimento
Areale
Mediterraneo e Atlantico orientale, dal Portogallo all’Angola
Dimensioni
10–20 cm
Dieta
Pesci, gamberi e molluschi catturati all’agguato
Longevità
3–4 anni

Caratteristiche

  • 01

    Le due macchie scure sulla coda sembrano occhi e sviano i predatori.

  • 02

    Aspetta all’imboccatura della tana e scatta su ciò che passa.

  • 03

    Gli occhi sono su peduncoli mobili e si orientano indipendentemente.

Particolarità

Colpisce con le zampe anteriori a una velocità che l’acqua fatica a seguire. Fra le canocchie ci sono due scuole — quelle che infilzano e quelle che sfondano — e questa appartiene alle prime: le appendici sono armate di spine e trafiggono la preda invece di frantumarla. Nella laguna di Venezia e lungo l’Adriatico è un piatto tradizionale, e il nome dialettale «canocia» ha seguito i pescatori fino in tavola. Le due macchie sul telson non servono a nulla di ciò che sembrano: sono occhi finti puntati verso chi arriva da dietro.

Prossima specie

Canocchia pavone

Odontodactylus scyllarus