Buprestide gioiello giapponese
Chrysochroa fulgidissima
— Da dove viene il nome
Chrysochroa è «dalla pelle d’oro», da chrysós e chróa, il colore della pelle; fulgidissima è un superlativo latino, «splendentissima». Due parole che si accavallano nello stesso senso, e per una volta senza esagerare. Il nome giapponese, tamamushi, significa «insetto gioiello», ed è entrato nella lingua anche come aggettivo: tamamushi-iro, «color tamamushi», si dice di un discorso ambiguo che cambia senso secondo chi lo ascolta.
— Scheda
- Gruppo
- Insetti · Insecta
- Ordine
- Coleotteri
- Habitat
- Boschi di latifoglie, sulle chiome nelle giornate calde
- Areale
- Giappone, Corea, Cina orientale, Taiwan
- Dimensioni
- 30–41 mm
- Dieta
- Foglie di bagolaro e zelkova da adulto; legno morto da larva
- Longevità
- 1–2 anni, quasi tutti da larva
— Caratteristiche
- 01
Il colore non è un pigmento: è dato dalla struttura a strati della corazza.
- 02
Cambia tonalità secondo l’angolo di osservazione, dal verde al rosso.
- 03
Le elitre conservano il colore per secoli dopo la morte dell’insetto.
— Particolarità
Il colore non sbiadisce perché non è colore: la corazza è fatta di venti strati sottilissimi che riflettono la luce interferendo fra loro, come una bolla di sapone, e finché la struttura resta intatta la tinta resta. È il motivo per cui nel tesoro del tempio Hōryū-ji di Nara si conserva il Tamamushi no Zushi, un reliquiario del VII secolo decorato con migliaia di elitre di questo insetto: dopo milletrecento anni il verde iridescente è ancora leggibile, mentre le lacche dipinte accanto sono annerite. I fisici che studiano i colori strutturali lo usano come modello per pigmenti che non scoloriscano.

