Bufaga beccorosso
Buphagus erythrorynchus

— Da dove viene il nome
Buphagus è «mangiabuoi», da boûs e phageîn, ed è un nome che nella mitologia greca portava un eroe divorato dalla fame. Erythrorynchus vuol dire «dal becco rosso» e distingue questa specie dalla parente dal becco giallo. Il nome italiano è la trascrizione del genere: un uccello definito, in ogni lingua, dall’animale su cui sta seduto.
— Scheda
- Gruppo
- Uccelli · Aves
- Ordine
- Passeriformi
- Habitat
- Savana e pascoli con grandi mammiferi
- Areale
- Africa orientale e australe
- Dimensioni
- 19–21 cm, 42–59 g
- Dieta
- Zecche, larve, sangue e tessuti dalle ferite, cerume
- Longevità
- 15 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
Dorme aggrappata al collo o all’ascella degli ungulati.
- 02
Ha il becco appiattito di lato per pettinare il pelo e staccare le zecche.
- 03
Nidifica in cavità foderate di peli strappati agli animali che frequenta.
— Particolarità
Il rapporto con i suoi ospiti non è la favola che si racconta: oltre alle zecche mangia i tessuti delle ferite e le tiene aperte, e in alcuni esperimenti gli animali che non se la toglievano di dosso guarivano più lentamente. Però nel 2020 si è misurata l’altra metà: i rinoceronti neri con le bufaghe addosso individuavano un uomo che si avvicinava molto più spesso e da molto più lontano di quelli senza, avvertiti dal richiamo d’allarme. Il nome che le danno gli Shona in Zimbabwe è askari wa kifaru, «la guardia del rinoceronte».

