Blatta orientale
Blatta orientalis

— Da dove viene il nome
Blatta è latino, di origine incerta, e indicava gli insetti che fuggono la luce — dalle tarme agli scarafaggi. Orientalis è un secondo nome sbagliato: Linneo la credeva asiatica, ma le ricerche moderne la fanno venire dalla regione fra il Mar Nero e il Caspio. Due delle blatte più comuni del mondo, quella «americana» e quella «orientale», portano dunque entrambe il nome di un luogo in cui non sono nate.
— Scheda
- Gruppo
- Insetti · Insecta
- Ordine
- Blattoidei
- Habitat
- Cantine, scantinati, intercapedini fresche e umide
- Areale
- Origine ponto-caspica; oggi tutte le regioni temperate
- Dimensioni
- 20–29 mm; la femmina più tozza e con ali ridotte
- Dieta
- Detriti organici, rifiuti, amidi
- Longevità
- 6 mesi–1 anno da adulta
— Caratteristiche
- 01
La femmina ha ali abbozzate e non vola; il maschio vola male.
- 02
Preferisce i luoghi freschi, al contrario delle altre blatte domestiche.
- 03
Deposita l’ooteca — una capsula scura con sedici uova — in un angolo riparato.
— Particolarità
Le uova non vengono deposte una per una ma dentro un astuccio di proteina indurita, l’ooteca, che la femmina porta per qualche giorno sporgente dall’addome e poi incolla in una fessura. È una scatola stagna: resiste al secco, a molti insetticidi e a schiacciamenti che ucciderebbero l’adulto, e le sedici o diciotto uova che contiene schiudono anche se la madre è morta da settimane. È il motivo per cui disinfestare una cantina richiede due passaggi a distanza di un mese — il primo uccide gli adulti, il secondo aspetta al varco i nuovi nati.

