Bharal
Pseudois nayaur

— Da dove viene il nome
Pseudois è «falsa pecora», dal greco pseudḗs e óis: chi lo battezzò aveva capito che somigliava a una pecora senza esserlo. Nayaur è la resa del nome nepalese. In inglese lo chiamano blue sheep per il riflesso ardesia del mantello, e anche quello è impreciso — non è blu e non è una pecora, ma sta a metà fra pecore e capre, più vicino alle seconde.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Artiodattili
- Habitat
- Pendii aperti d’alta quota fra i 2.500 e i 5.500 m, sopra il limite degli alberi
- Areale
- Himalaya, Tibet, Cina occidentale, Nepal, Bhutan, India settentrionale
- Dimensioni
- 115–165 cm di corpo, 35–75 kg
- Dieta
- Erbivoro — erbe e licheni d’alta quota
- Longevità
- 12–15 anni
— Caratteristiche
- 01
Il mantello grigio-ardesia lo rende quasi invisibile contro la roccia nuda.
- 02
Non si nasconde nelle grotte: quando è in pericolo si immobilizza allo scoperto.
- 03
È la preda principale del leopardo delle nevi in gran parte del suo areale.
— Particolarità
La sua difesa è restare fermo. Non corre a nascondersi come uno stambecco: si blocca sul pendio scoperto e conta sul fatto che il suo grigio ardesia lo faccia sparire nella roccia — una scommessa che funziona contro occhi lontani e fallisce contro un leopardo delle nevi che lo ha già visto. È il libro «Il leopardo delle nevi» di Peter Matthiessen ad averlo reso famoso in Occidente: George Schaller era andato in Nepal per studiare i bharal, e il leopardo, che nessuno dei due riuscì mai a vedere, era solo l’ombra che li seguiva.

