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Arca

Beccofrusone

Bombycilla garrulus

Stato di conservazione IUCN: Rischio minimo· LC
Beccofrusone (Bombycilla garrulus)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Bombycilla è una parola inventata: il naturalista Vieillot volle rendere in latino il tedesco Seidenschwanz, «coda di seta», e mise insieme bombyx, il baco da seta, con quel cilla che si credeva volesse dire coda — lo stesso equivoco della ballerina. Garrulus, «chiacchierone», descrive il trillo argentino e continuo degli stormi. Il nome italiano allude invece al becco e al frusciare delle ali.

Scheda

Gruppo
Uccelli · Aves
Ordine
Passeriformi
Habitat
Taiga in estate, siepi e giardini con bacche d’inverno
Areale
Nord della Scandinavia, Russia e Canada; d’inverno scende in Europa
Dimensioni
18–21 cm, apertura alare 32–35 cm, 45–70 g
Dieta
Bacche di sorbo, ginepro, vischio; insetti in estate
Longevità
5 anni in natura

Caratteristiche

  • 01

    Sulle ali ha piccole appendici rosse che sembrano gocce di ceralacca.

  • 02

    Può ingoiare centinaia di bacche al giorno, molte volte il proprio peso.

  • 03

    Non ha un territorio: si sposta in stormi compatti che arrivano all’improvviso.

Particolarità

Certi inverni scende in massa molto più a sud del solito e nei paesi del Nord si chiamavano «anni del beccofrusone», presi come presagio di pestilenza. La causa è banale — la mancata fruttificazione dei sorbi in Scandinavia — ma la conseguenza meno: mangiando bacche vecchie e fermentate questi uccelli si ubriacano davvero, e ogni tanto se ne trovano di storditi ai piedi di un albero o morti contro un vetro. Hanno un fegato molto grande per la loro taglia, che è probabilmente il modo in cui una specie che vive di frutta fermentata si è messa al riparo dal proprio pasto.

Prossima specie

Tordo bottaccio

Turdus philomelos