Beccofrusone
Bombycilla garrulus

— Da dove viene il nome
Bombycilla è una parola inventata: il naturalista Vieillot volle rendere in latino il tedesco Seidenschwanz, «coda di seta», e mise insieme bombyx, il baco da seta, con quel cilla che si credeva volesse dire coda — lo stesso equivoco della ballerina. Garrulus, «chiacchierone», descrive il trillo argentino e continuo degli stormi. Il nome italiano allude invece al becco e al frusciare delle ali.
— Scheda
- Gruppo
- Uccelli · Aves
- Ordine
- Passeriformi
- Habitat
- Taiga in estate, siepi e giardini con bacche d’inverno
- Areale
- Nord della Scandinavia, Russia e Canada; d’inverno scende in Europa
- Dimensioni
- 18–21 cm, apertura alare 32–35 cm, 45–70 g
- Dieta
- Bacche di sorbo, ginepro, vischio; insetti in estate
- Longevità
- 5 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
Sulle ali ha piccole appendici rosse che sembrano gocce di ceralacca.
- 02
Può ingoiare centinaia di bacche al giorno, molte volte il proprio peso.
- 03
Non ha un territorio: si sposta in stormi compatti che arrivano all’improvviso.
— Particolarità
Certi inverni scende in massa molto più a sud del solito e nei paesi del Nord si chiamavano «anni del beccofrusone», presi come presagio di pestilenza. La causa è banale — la mancata fruttificazione dei sorbi in Scandinavia — ma la conseguenza meno: mangiando bacche vecchie e fermentate questi uccelli si ubriacano davvero, e ogni tanto se ne trovano di storditi ai piedi di un albero o morti contro un vetro. Hanno un fegato molto grande per la loro taglia, che è probabilmente il modo in cui una specie che vive di frutta fermentata si è messa al riparo dal proprio pasto.

