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Arca

Barbagianni

Tyto alba

Stato di conservazione IUCN: Rischio minimo· LC
Barbagianni (Tyto alba)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Tyto è greco per “civetta”, ancora una parola onomatopeica; alba è latino, “bianca”. “Barbagianni” è forse “barba di Gianni”, un soprannome popolare al volto pallido e umano dell’uccello, o una deformazione che unisce l’idea di barba al nome proprio. Il suo disco facciale bianco è una delle apparizioni più spettrali della notte.

Scheda

Gruppo
Uccelli · Aves
Ordine
Rapaci notturni
Habitat
Campagne aperte, casolari, fienili, ruderi
Areale
Tutti i continenti tranne l’Antartide: fra gli uccelli terrestri più diffusi
Dimensioni
33–39 cm, apertura alare 80–95 cm
Dieta
Carnivoro — soprattutto piccoli roditori
Longevità
4–10 anni

Caratteristiche

  • 01

    Il disco facciale a cuore convoglia il suono verso le orecchie come una parabola.

  • 02

    Le orecchie sono asimmetriche, una più alta dell’altra, per localizzare la preda in tre dimensioni.

  • 03

    Caccia al buio pesto affidandosi solo all’udito, senza bisogno di vedere.

Particolarità

Il barbagianni sente così bene da poter catturare un topo nell’oscurità totale, guidato dal solo rumore. Le sue orecchie sono sfalsate in altezza: il suono raggiunge ciascuna in un istante impercettibilmente diverso, e da quella differenza il cervello ricostruisce la posizione esatta della preda, in orizzontale e in verticale. È uno dei sistemi di localizzazione acustica più precisi conosciuti, tanto che è stato studiato per progettare sensori artificiali.

Prossima specie

Civetta

Athene noctua