Arvicola terrestre
Arvicola amphibius

— Da dove viene il nome
Arvicola è «abitante dei campi», da arvum, il campo arato, e colere, abitare — la stessa coppia che sta dentro «agricola». Amphibius, dal greco amphíbios, «di due vite», dice l’altra metà della sua esistenza: nuota, si tuffa, scava le gallerie sulla riva. Un nome che combina la terra e l’acqua e per una volta non esagera.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Roditori
- Habitat
- Sponde di fiumi lenti, canali, fossi, prati umidi
- Areale
- Europa e Asia occidentale fino alla Siberia
- Dimensioni
- 14–22 cm di corpo, coda 6–12 cm, 70–250 g
- Dieta
- Erbe, radici, canne, cortecce, occasionalmente invertebrati
- Longevità
- 2 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
Nuota bene senza avere piedi palmati né pelo impermeabile come la nutria.
- 02
Le popolazioni di montagna vivono lontano dall’acqua, scavando come talpe.
- 03
La densità oscilla in cicli di alcuni anni, con esplosioni e crolli improvvisi.
— Particolarità
È il Ratty del Vento tra i salici, il personaggio che in italiano diventa quasi sempre «Topo» e che non è né topo né ratto ma un’arvicola. In Gran Bretagna quel libro l’ha reso l’animale d’acqua dolce più amato del paese, il che non gli ha impedito di crollare del novanta per cento in trent’anni: il colpevole è il visone americano fuggito dagli allevamenti, un predatore snello abbastanza da entrare nelle sue gallerie, e la sua conservazione oggi è soprattutto una guerra al visone.

