Arvicola rossastra
Clethrionomys glareolus

— Da dove viene il nome
Clethrionomys è «arvicola degli ontani», da klḗthra, l’ontano, e la solita coppia arvicola-topo. Glareolus viene invece da glarea, la ghiaia: «della ghiaia», per i terreni sciolti dove scava. È un roditore battezzato due volte in riferimento al suolo e alla pianta, e mai al suo aspetto — cosa insolita in un animale il cui dorso è di un castano acceso inconfondibile.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Roditori
- Habitat
- Boschi di latifoglie con sottobosco fitto, siepi, radure
- Areale
- Europa e Asia occidentale fino al lago Bajkal
- Dimensioni
- 8–12 cm di corpo, coda 4–7 cm, 15–40 g
- Dieta
- Semi, frutti, foglie, funghi, insetti
- Longevità
- 18 mesi in natura
— Caratteristiche
- 01
Si arrampica bene sugli arbusti, cosa che le altre arvicole non fanno.
- 02
La sua abbondanza segue le annate di fruttificazione del faggio e della quercia.
- 03
È l’ospite del hantavirus di Puumala, che nell’uomo dà una febbre emorragica.
— Particolarità
Le sue epidemie umane si prevedono contando le faggiole. Un anno di pasciona — quando faggi e querce fruttificano tutti insieme — fa esplodere la popolazione di arvicole rossastre l’autunno successivo, e l’inverno dopo ancora aumentano i casi di nefropatia epidemica in Scandinavia e in Belgio. Gli epidemiologi hanno imparato a costruire modelli di rischio partendo dalla botanica: la febbre di un uomo comincia, due anni prima, dai fiori di un albero.

