Aragosta mediterranea
Palinurus elephas

— Da dove viene il nome
Palinurus è il nocchiero di Enea: nell’Eneide si addormenta al timone, cade in mare e annega davanti alla costa che oggi porta il suo nome, Capo Palinuro. Elephas è l’elefante, per le antenne lunghe e robuste che l’animale muove davanti a sé come proboscidi. Il nome mette insieme un naufragio e un pachiderma, e non dice nulla di ciò che l’aragosta fa — che è camminare in fila indiana sul fondo del mare.
— Scheda
- Gruppo
- Crostacei · Malacostraca · Maxillopoda
- Ordine
- Decapodi
- Habitat
- Fondali rocciosi e coralligeni fra 20 e 150 metri
- Areale
- Mediterraneo e Atlantico orientale, dalla Norvegia al Marocco
- Dimensioni
- 20–50 cm, fino a 8 kg
- Dieta
- Molluschi, ricci, vermi, carogne
- Longevità
- 15–20 anni
— Caratteristiche
- 01
Non ha chele: si difende con le antenne spinose e con la fuga all’indietro.
- 02
Stride sfregando la base dell’antenna contro il carapace.
- 03
La larva è piatta e trasparente e vive mesi alla deriva nel plancton.
— Particolarità
Fa un rumore che non dipende dalla muta. Quasi tutti i crostacei che stridono lo fanno sfregando due parti dure, e dopo la muta — quando il guscio è molle — restano muti proprio nel momento in cui sarebbero più vulnerabili. L’aragosta ha risolto il problema con un meccanismo ad attrito viscoso: una placchetta scorre su una superficie liscia come un archetto bagnato su una corda, e funziona anche a corazza tenera. Il verso si sente sott’acqua a decine di metri. La larva, poi, è irriconoscibile: piatta come un vetrino, trasparente, con zampe lunghissime, resta alla deriva anche dieci mesi prima di posarsi e diventare aragosta.

