Alcelafo
Alcelaphus buselaphus

— Da dove viene il nome
È il nome più disperato della zoologia africana: Alcelaphus somma il greco álkē, «alce», ed élaphos, «cervo»; buselaphus somma boûs, «bue», e di nuovo élaphos. Alce-cervo bue-cervo. Chi lo battezzò non trovò nulla a cui paragonarlo e mise insieme tre animali europei, sperando che dalla somma uscisse un’idea. In inglese lo chiamano hartebeest, dall’olandese: «bestia-cervo». Stesso identico problema, altra lingua.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Artiodattili
- Habitat
- Savana aperta, prateria, boscaglia rada
- Areale
- Africa, in popolazioni frammentate dal Senegal alla Tanzania e al Sudafrica
- Dimensioni
- 150–245 cm di corpo, 100–200 kg
- Dieta
- Erbivoro — quasi esclusivamente graminacee
- Longevità
- 12–15 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
Ha la faccia più lunga e stretta di qualunque antilope, e spalle molto più alte della groppa.
- 02
Le corna, presenti in entrambi i sessi, nascono su un unico piedistallo osseo.
- 03
È fra le antilopi più resistenti alla corsa: tiene i 70 km/h a lungo.
— Particolarità
Ha la faccia lunga perché deve fare due cose insieme. Con il muso affondato nell’erba alta, occhi piazzati in cima a un cranio molto allungato restano comunque sopra la vegetazione: può brucare e sorvegliare l’orizzonte nello stesso momento, senza mai alzare la testa. Fra tutti gli erbivori africani è quello che ha spinto più lontano questo compromesso, e la sua sagoma stranissima — la faccia da cavallo, le spalle gobbe — è tutta la conseguenza di un unico problema di geometria.

