Acaro della scabbia
Sarcoptes scabiei

— Da dove viene il nome
Sarcoptes è «che taglia la carne», da sárx, sarkós, e kóptō: la femmina scava una galleria nello strato superficiale della pelle e ci avanza mangiando. Scabiei viene da scabere, grattare — la stessa radice dell’italiano «scabbia» e di «scabro». Il nome descrive la causa e l’effetto in due parole: chi scava, e il grattarsi che ne segue.
— Scheda
- Gruppo
- Aracnidi · Arachnida
- Ordine
- Acari sarcoptiformi
- Habitat
- Lo strato corneo della pelle umana, in gallerie scavate
- Areale
- Tutto il mondo
- Dimensioni
- 0,2–0,4 mm
- Dieta
- Cellule e fluidi della pelle
- Longevità
- 4–6 settimane sull’ospite
— Caratteristiche
- 01
È invisibile a occhio nudo: si vede solo la galleria che lascia.
- 02
La femmina scava fino a 2 mm al giorno e depone lungo il percorso.
- 03
Il prurito è una reazione allergica, e comincia settimane dopo il contagio.
— Particolarità
Il prurito non è causato dall’acaro ma da noi. Alla prima infestazione l’animale scava indisturbato per quattro o sei settimane senza che il paziente senta nulla, poi il sistema immunitario riconosce le sue proteine e le sue feci e scatena una reazione allergica: da quel momento il prurito è insopportabile, e peggiora di notte. Alla seconda infestazione la reazione parte in un paio di giorni. È il motivo per cui la scabbia si diffonde tanto: chi la prende per la prima volta è contagioso per più di un mese prima di sospettare qualcosa.

