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Arca

Acaro della scabbia

Sarcoptes scabiei

Stato di conservazione IUCN: Non valutata· NE
Acaro della scabbia (Sarcoptes scabiei)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Sarcoptes è «che taglia la carne», da sárx, sarkós, e kóptō: la femmina scava una galleria nello strato superficiale della pelle e ci avanza mangiando. Scabiei viene da scabere, grattare — la stessa radice dell’italiano «scabbia» e di «scabro». Il nome descrive la causa e l’effetto in due parole: chi scava, e il grattarsi che ne segue.

Scheda

Gruppo
Aracnidi · Arachnida
Ordine
Acari sarcoptiformi
Habitat
Lo strato corneo della pelle umana, in gallerie scavate
Areale
Tutto il mondo
Dimensioni
0,2–0,4 mm
Dieta
Cellule e fluidi della pelle
Longevità
4–6 settimane sull’ospite

Caratteristiche

  • 01

    È invisibile a occhio nudo: si vede solo la galleria che lascia.

  • 02

    La femmina scava fino a 2 mm al giorno e depone lungo il percorso.

  • 03

    Il prurito è una reazione allergica, e comincia settimane dopo il contagio.

Particolarità

Il prurito non è causato dall’acaro ma da noi. Alla prima infestazione l’animale scava indisturbato per quattro o sei settimane senza che il paziente senta nulla, poi il sistema immunitario riconosce le sue proteine e le sue feci e scatena una reazione allergica: da quel momento il prurito è insopportabile, e peggiora di notte. Alla seconda infestazione la reazione parte in un paio di giorni. È il motivo per cui la scabbia si diffonde tanto: chi la prende per la prima volta è contagioso per più di un mese prima di sospettare qualcosa.

Prossima specie

Acaro varroa

Varroa destructor