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Arca

Vedova nera mediterranea

Latrodectus tredecimguttatus

Stato di conservazione IUCN: Rischio minimo· LC
Vedova nera mediterranea (Latrodectus tredecimguttatus)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

— Da dove viene il nome

Latrodectus si fa risalire al greco láthrā (di nascosto) e dḗktēs (morditore): la “che morde di soppiatto”. L’epiteto tredecimguttatus è latino per “dai tredici punti”, le macchie rosse che ne costellano l’addome nero. Il nome comune “vedova” nasce dalla fama, spesso esagerata, che la femmina divori il maschio dopo l’accoppiamento.

— Scheda

Gruppo
Aracnidi · Arachnida
Ordine
Araneae
Habitat
Terreni aridi, incolti, muretti a secco, campi assolati
Areale
Bacino del Mediterraneo e Asia centrale
Dimensioni
Femmina 1–1,5 cm di corpo; maschio molto più piccolo
Dieta
Insetti e altri artropodi catturati nella tela
Longevità
1–3 anni la femmina

— Caratteristiche

  • 01

    Solo la femmina è pericolosa per l’uomo; il maschio, minuscolo, non riesce a mordere.

  • 02

    Tesse una tela irregolare e robusta a filo teso vicino al suolo.

  • 03

    Il veleno è neurotossico ma raramente letale, e oggi esiste un antidoto.

— Particolarità

La reputazione di mangiatrice di mariti è in gran parte una calunnia: nella maggior parte delle vedove nere il maschio si accoppia e se ne va indenne. Il veleno, una neurotossina chiamata latrotossina, agisce svuotando di colpo le terminazioni nervose: provoca il “latrodectismo”, con dolori e crampi violentissimi, ma da queste parti quasi mai la morte. Nei campi mediterranei i mietitori la temevano più di ogni serpente — e le davano il nome di malmignatta.

Prossima specie

Polpo comune

Octopus vulgaris