Farfalla vanessa io
Aglais io

— Da dove viene il nome
Aglais richiama il greco aglaḯa, splendore, una delle Grazie; io è la ninfa amata da Zeus e trasformata in giovenca. Il nome comune “occhio di pavone” viene dai quattro grandi ocelli sulle ali, uno per ciascun angolo, che imitano occhi. È una delle farfalle più familiari nei giardini europei.
— Scheda
- Gruppo
- Insetti · Insecta
- Ordine
- Lepidotteri
- Habitat
- Giardini, radure, margini di bosco, coltivi
- Areale
- Europa e Asia temperata
- Dimensioni
- 5–6 cm di apertura alare
- Dieta
- Nettare da adulto; il bruco mangia ortica
- Longevità
- Fino a un anno, svernando da adulta
— Caratteristiche
- 01
Quattro ocelli coloratissimi imitano occhi di un animale grande, spiazzando i predatori.
- 02
Chiusa, mostra il rovescio nero: sembra una foglia secca, invisibile.
- 03
Sverna da adulta in luoghi riparati e ricompare nelle prime giornate tiepide.
— Particolarità
La vanessa io ha due strategie opposte in un solo corpo: a riposo chiude le ali e diventa una foglia morta, nera e anonima; ma se un uccello si avvicina le spalanca di scatto, mostrando quattro enormi “occhi” colorati, e li fa persino stridere sfregando le ali. Per un predatore è come vedere apparire di colpo il volto di un animale molto più grande. Gli esperimenti mostrano che gli uccelli, davanti a quegli occhi finti, indietreggiano davvero: un bluff che salva la vita.

