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Arca

Tartaruga embricata

Eretmochelys imbricata

Stato di conservazione IUCN: In pericolo critico· CR
Tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Eretmochelys è «tartaruga remo», da eretmón: le zampe anteriori sono pale. Imbricata viene da imbrex, il coppo del tetto, e descrive gli scudi del carapace che si sovrappongono l’uno all’altro come tegole — una disposizione unica fra le tartarughe marine, e proprio quella che l’ha resa preziosa.

Scheda

Gruppo
Rettili · Reptilia
Ordine
Testuggini
Habitat
Barriere coralline, praterie sottomarine, lagune
Areale
Mari tropicali di tutto il mondo
Dimensioni
60–90 cm di carapace, 45–80 kg
Dieta
Spugne, meduse, anemoni, molluschi
Longevità
50 anni

Caratteristiche

  • 01

    Mangia spugne velenose che quasi nessun altro animale digerisce.

  • 02

    Il becco stretto e uncinato le permette di frugare nelle fessure del corallo.

  • 03

    La sua carne può essere tossica per l’uomo a causa della dieta.

Particolarità

Prima della plastica c’era lei. Il suo carapace, scaldato, si ammorbidisce e si può stampare, incollare e lucidare: pettini, occhiali, ventagli, tarsie, scatole, manici — per duemila anni tutto ciò che oggi facciamo in resina si è fatto con questa tartaruga. Il Giappone da solo ne importò i gusci di quasi due milioni di individui fra il 1950 e il 1992. Il commercio è vietato dal 1977, la specie resta in pericolo critico, e nelle case di mezzo mondo ci sono ancora oggetti fatti con lei.

Prossima specie

Tartaruga olivacea

Lepidochelys olivacea