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Arca

Sterna artica

Sterna paradisaea

Stato di conservazione IUCN: Rischio minimo· LC
Sterna artica (Sterna paradisaea)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (en)

Da dove viene il nome

Sterna viene dall’antico inglese stearn, il nome che i pescatori del Nord davano a questi uccelli; è una delle parole germaniche entrate nella nomenclatura scientifica direttamente dal parlato. Paradisaea, «del paradiso», fu scelto nel 1763 dal pastore danese Erik Pontoppidan, e per una volta l’enfasi si giustifica: nessun altro animale vede tanta luce.

Scheda

Gruppo
Uccelli · Aves
Ordine
Caradriformi
Habitat
Coste artiche per nidificare, mare aperto per il resto dell’anno
Areale
Dall’Artide all’Antartide, ogni anno, andata e ritorno
Dimensioni
33–39 cm, apertura alare 76–85 cm, 86–127 g
Dieta
Pesciolini e crostacei presi tuffandosi
Longevità
30 anni in natura

Caratteristiche

  • 01

    Attacca in picchiata chiunque si avvicini alla colonia, uomini compresi.

  • 02

    Si tuffa da pochi metri, senza immergersi del tutto.

  • 03

    Nidifica in una semplice conca sulla ghiaia, senza materiale.

Particolarità

Fa la migrazione più lunga del regno animale. I geolocalizzatori applicati agli adulti hanno registrato percorsi che sfiorano i novantamila chilometri l’anno, perché la rotta non è una linea ma una S che segue i venti fra Atlantico e Antartide. Il risultato è che passa l’estate artica al nord e l’estate australe al sud: nessun altro essere vivente vede tante ore di luce. Un individuo di trent’anni ha percorso in vita l’equivalente di tre viaggi di andata e ritorno fino alla Luna.

Prossima specie

Avocetta

Recurvirostra avosetta