Sfinge testa di morto
Acherontia atropos

— Da dove viene il nome
Acherontia viene dall’Acheronte, il fiume infernale dei morti; atropos è la Moira che recideva il filo della vita. Il nome gronda morte, per il disegno a teschio sul torace. È la falena resa celebre dall’iconografia macabra: un insetto marchiato, per caso, con il simbolo della mortalità.
— Scheda
- Gruppo
- Insetti · Insecta
- Ordine
- Lepidotteri
- Habitat
- Campi, orti, coltivi, giardini
- Areale
- Europa, Africa, Medio Oriente
- Dimensioni
- 9–13 cm di apertura alare
- Dieta
- Miele e linfa da adulta; il bruco mangia patata, ligustro, oleandro
- Longevità
- Alcune settimane da adulta
— Caratteristiche
- 01
Porta sul torace un disegno chiaro che ricorda un teschio umano.
- 02
È una delle poche falene capaci di emettere un suono: uno stridìo acuto se disturbata.
- 03
Entra negli alveari e ruba il miele imitando l’odore delle api.
— Particolarità
La sfinge testa di morto è una ladra di miele travestita da ape: entra negli alveari e si nutre indisturbata perché emette sostanze chimiche che imitano l’odore delle operaie, ingannando la colonia. E se scoperta, squittisce: aspirando aria da un organo speciale produce un stridìo acuto, quasi unico fra le falene, che sembra confondere le api. Con il teschio sul dorso, la capacità di “gridare” e l’abitudine di comparire nelle case, è stata da sempre presa per presagio funesto — un ruolo che il cinema ha solo confermato.

