Ratto gigante del Gambia
Cricetomys gambianus
— Da dove viene il nome
Cricetomys unisce Cricetus, il criceto, e mŷs: il «topo-criceto», per le tasche guanciali enormi che lo fanno somigliare a un criceto gigante. Gambianus indica il Gambia, dove furono raccolti i primi esemplari. Nonostante il nome, non è un vero ratto: appartiene a una famiglia africana a sé, i Nesomyidae.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Roditori
- Habitat
- Foresta, savana alberata, coltivi, periferie
- Areale
- Africa subsahariana, dal Senegal al Sudafrica settentrionale
- Dimensioni
- 25–45 cm di corpo, coda 36–46 cm, 1–1,5 kg
- Dieta
- Onnivoro — frutti, semi, insetti, chiocciole, avanzi
- Longevità
- 8 anni in cattività
— Caratteristiche
- 01
Riempie le guance di cibo e lo porta nella tana per consumarlo dopo.
- 02
Ha vista pessima e olfatto eccezionale.
- 03
È diventato specie invasiva in Florida, da esemplari fuggiti dal commercio di animali.
— Particolarità
Sgombera i campi minati e diagnostica la tubercolosi. L’organizzazione belga APOPO addestra questi ratti a segnalare l’odore del TNT e quello dei micobatteri: pesano troppo poco per far esplodere una mina e perlustrano in mezz’ora un’area che a un artificiere umano costerebbe quattro giorni, mentre in laboratorio controllano in dieci minuti un centinaio di campioni di espettorato. Sono stati impiegati in Mozambico, Angola, Cambogia, e uno di loro, Magawa, ha ricevuto nel 2020 una medaglia al valore britannica prima riservata ai cani.

