Pesce neon
Paracheirodon innesi

— Da dove viene il nome
Paracheirodon significa più o meno «vicino a Cheirodon», il genere affine, secondo l’abitudine dei tassonomisti di battezzare per prossimità; innesi ricorda William T. Innes, l’editore americano che negli anni Trenta pubblicava la rivista da cui è nato l’acquariofilia moderna. Il nome comune viene dai tubi al neon, allora una novità: la striscia azzurra brilla nello stesso modo.
— Scheda
- Gruppo
- Pesci · Actinopterygii · Chondrichthyes
- Ordine
- Caraciformi
- Habitat
- Acque nere ombreggiate e acide di piccoli affluenti amazzonici
- Areale
- Alto Rio delle Amazzoni, Perù, Colombia, Brasile occidentale
- Dimensioni
- 2,5–3,5 cm, meno di 1 g
- Dieta
- Larve di insetto, crostacei minuti, alghe
- Longevità
- 5 anni
— Caratteristiche
- 01
La striscia azzurra non è un pigmento: è luce riflessa da cristalli nella pelle.
- 02
Di notte la striscia si spegne e il pesce diventa quasi incolore.
- 03
Vive in banchi di centinaia di individui in acque scure come tè.
— Particolarità
Nel 1936 i primi esemplari arrivarono a Parigi in aereo, cosa allora eccezionale, e fecero scalpore: nel giro di pochi anni la richiesta era tale che si organizzarono spedizioni di raccolta lungo il Rio Napo e si tentò di allevarli, riuscendoci solo negli anni Cinquanta. È il pesce che ha creato l’acquariofilia tropicale come industria, e ancora oggi se ne vendono decine di milioni l’anno, quasi tutti nati in vasca — ma la specie selvatica continua a essere pescata nella foresta da comunità che di quello vivono.

