Lepre variabile
Lepus timidus

— Da dove viene il nome
Lepus è il latino della lepre, parola di origine mediterranea preindoeuropea, forse la stessa che ha dato il greco lébēris. Timidus, «timoroso», è il giudizio morale che i Romani davano all’animale: fugge. Il nome italiano «variabile» guarda invece all’unica cosa davvero notevole, cioè il mantello che cambia colore due volte l’anno — bianco d’inverno, bruno-grigio d’estate.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Lagomorfi
- Habitat
- Tundra, brughiera, bosco boreale, praterie alpine sopra il limite degli alberi
- Areale
- Europa settentrionale, Alpi, Siberia; popolazioni relitte in Irlanda e Scozia
- Dimensioni
- 45–65 cm, 2–5,3 kg
- Dieta
- Erbivoro — erbe, germogli, cortecce, licheni
- Longevità
- 5–6 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
Le zampe posteriori larghissime funzionano da racchette da neve.
- 02
Il cambio di mantello è innescato dalla lunghezza del giorno, non dalla temperatura.
- 03
Sulle Alpi vive fino a 3.500 metri, sopra tutte le altre lepri.
— Particolarità
Diventa bianca perché le giornate si accorciano, non perché faccia freddo o ci sia la neve — e questo, in un clima che cambia, è diventato un problema misurabile. Nelle annate in cui la neve arriva tardi o si scioglie presto, l’animale resta bianco su un terreno bruno per settimane, visibile a chilometri, e la mortalità per predazione sale in modo netto: i ricercatori chiamano queste giornate mismatch, disallineamento. La lepre non ha modo di accorgersene, perché il suo calendario è scritto nella luce.

