Gracchio corallino
Pyrrhocorax pyrrhocorax

— Da dove viene il nome
Pyrrhocorax unisce il greco pyrrhós, «color fiamma», e kórax, «corvo»: «il corvo rosso», per il becco lungo e ricurvo e le zampe rosso corallo, come dice anche il nome italiano. Gracchio imita il suo verso, un richiamo acuto molto diverso dal gracchiare cupo dei corvi.
— Scheda
- Gruppo
- Uccelli · Aves
- Ordine
- Passeriformi
- Habitat
- Scogliere marine e pascoli di montagna con erba bassa
- Areale
- Europa occidentale e meridionale, Nord Africa, Asia centrale fino all’Himalaya, Etiopia
- Dimensioni
- 39–40 cm, 260–380 g
- Dieta
- Insetti e larve scavati nel terreno, formiche, qualche seme
- Longevità
- Pochi anni in media, 17 circa il record
— Caratteristiche
- 01
È tutto nero lucido con becco e zampe rosso corallo.
- 02
In volo compie acrobazie e picchiate nelle correnti delle pareti.
- 03
Sull’Himalaya nidifica oltre i cinquemila metri.
— Particolarità
Vive grazie alle pecore. Cerca gli insetti scavando nell’erba bassa, e l’erba resta bassa solo dove pascolano gli animali: quando i pascoli costieri e montani sono stati abbandonati, il gracchio corallino è sparito. In Cornovaglia, dove compare nello stemma della contea e dove una leggenda vuole che l’anima di re Artù sia tornata sotto forma di gracchio, era estinto dal 1973. Nel 2001 tre uccelli arrivati da soli dall’Irlanda o dalla Francia si sono insediati sulle scogliere, e grazie al ritorno del pascolo oggi le coppie sono decine.

