Gatto selvatico europeo
Felis silvestris

— Da dove viene il nome
Felis è il latino per gatto, ma in origine indicava genericamente un piccolo carnivoro domestico — probabilmente la martora o la donnola, che a Roma tenevano i topi lontani prima che il gatto arrivasse dall’Egitto. Silvestris significa «dei boschi», da silva. La parola gatto è più tarda, dal tardo latino cattus, forse di origine africana, che ha soppiantato feles in tutta la Romània.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Carnivori
- Habitat
- Foreste decidue e miste, macchia mediterranea, aree rocciose
- Areale
- Europa, Anatolia e Caucaso; in Italia su Appennini, Alpi orientali, Sicilia e Sardegna
- Dimensioni
- 50–65 cm di lunghezza, 3–7 kg
- Dieta
- Carnivoro — arvicole, topi selvatici, conigli, uccelli
- Longevità
- 7–10 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
Ha coda tozza ad anelli netti e punta nera arrotondata: il carattere più affidabile per distinguerlo da un gatto domestico tigrato.
- 02
Il cranio è più grande e il volume cerebrale maggiore di quello del gatto di casa.
- 03
È solitario e strettamente notturno, con territori che superano i dieci chilometri quadrati.
— Particolarità
La minaccia più seria per questa specie non è il fucile né il disboscamento: è il gatto di casa. Gli incroci sono fertili, e ogni generazione ibrida diluisce il patrimonio genetico selvatico finché la popolazione smette di essere ciò che era pur continuando a sembrarlo. In Scozia il processo è arrivato quasi al termine, e i gatti selvatici puri censiti si contano su poche decine. È un’estinzione che non lascia cadaveri: la specie non viene uccisa, viene assorbita.

