Gambero comune
Palaemon serratus

— Da dove viene il nome
Palaemon è un dio marino greco: era Melicerte, un bambino che la madre impazzita gettò in mare insieme a sé, e che gli dèi trasformarono in divinità delle acque salvando i naufraghi. Serratus è latino e significa «seghettato», per il rostro dentellato che l’animale porta fra gli occhi come una piccola lama. Un dio dei naufraghi e una sega: il nome non prova nemmeno a essere coerente.
— Scheda
- Gruppo
- Crostacei · Malacostraca · Maxillopoda
- Ordine
- Decapodi
- Habitat
- Pozze di scogliera e fondali rocciosi con alghe, fino a 40 metri
- Areale
- Atlantico orientale dalla Danimarca alla Mauritania, Mediterraneo
- Dimensioni
- 5–11 cm
- Dieta
- Alghe, detriti, piccoli invertebrati
- Longevità
- 3–4 anni
— Caratteristiche
- 01
Il corpo è quasi trasparente, percorso da righe brune sottilissime.
- 02
Scatta all’indietro flettendo l’addome, e sparisce in un lampo.
- 03
D’inverno si sposta in profondità e torna a riva in primavera.
— Particolarità
La fuga è un riflesso che non passa dal cervello. Una contrazione violenta dei muscoli dell’addome sbatte il ventaglio della coda contro l’acqua e proietta l’animale all’indietro di parecchi centimetri in pochi millesimi di secondo: il segnale corre lungo neuroni giganti, spessi abbastanza da condurre l’impulso quasi istantaneamente, e la decisione è presa prima che qualcosa di simile a una percezione sia avvenuto. Su questi neuroni giganti — negli scampi, nei gamberi, nei calamari — si è costruita buona parte di ciò che sappiamo su come viaggia un impulso nervoso.

