Calamaro comune
Loligo vulgaris

— Da dove viene il nome
Loligo è il nome latino del calamaro; vulgaris, “comune”. “Calamaro” viene dal latino calamarium, il calamaio, per la sacca d’inchiostro nero che l’animale porta dentro di sé — lo stesso legame di parole che unisce, in molte lingue, il mollusco e lo strumento per scrivere.
— Scheda
- Gruppo
- Molluschi · Mollusca
- Ordine
- Calamari costieri
- Habitat
- Acque costiere aperte, sopra fondali sabbiosi
- Areale
- Atlantico orientale e Mar Mediterraneo
- Dimensioni
- 15–40 cm di mantello
- Dieta
- Carnivoro — pesci, crostacei, altri calamari
- Longevità
- 1–2 anni
— Caratteristiche
- 01
Si muove a reazione, espellendo acqua da un sifone che orienta a piacere.
- 02
Comunica e si mimetizza cambiando colore con cellule pigmentate, i cromatofori.
- 03
Ha dieci appendici: otto braccia e due tentacoli più lunghi, retrattili, per la cattura.
— Particolarità
Il calamaro porta letteralmente un calamaio dentro di sé: una sacca d’inchiostro nero che sparge in una nube quando fugge, creando una “controfigura” scura che confonde il predatore mentre l’animale, sbiancando di colpo, sfreccia via nella direzione opposta. Quell’inchiostro, la seppia, è stato per secoli usato dall’uomo per scrivere e disegnare — il colore “seppia” prende da qui il nome. E la sua pelle è una tela vivente: banchi di cromatofori la fanno lampeggiare di onde di colore, un linguaggio che gli scienziati stanno ancora imparando a leggere.

