Berta maggiore
Calonectris diomedea

— Da dove viene il nome
Calonectris è greco, kalós, «bello», e nḗktris, «nuotatrice». Diomedea viene dal mito: quando Diomede, eroe della guerra di Troia, morì sulle isole Tremiti, i suoi compagni furono trasformati in uccelli marini che da allora lo piangono di notte. Le Tremiti si chiamavano isole Diomedee, e su quelle isole le berte nidificano ancora, con un verso che nel buio suona come il lamento di un bambino.
— Scheda
- Gruppo
- Uccelli · Aves
- Ordine
- Procellariformi
- Habitat
- Mare aperto; nidifica in cavità e fessure su isole rocciose
- Areale
- Nidifica nel Mediterraneo; sverna nell’Atlantico al largo dell’Africa occidentale e meridionale
- Dimensioni
- 45–56 cm, apertura alare 112–126 cm, 560–730 g
- Dieta
- Pesci, calamari, crostacei
- Longevità
- Oltre 25 anni
— Caratteristiche
- 01
Torna alla colonia solo di notte, per sfuggire ai gabbiani.
- 02
Depone un solo uovo all’anno.
- 03
Plana rasente alle onde con le ali rigide, quasi senza batterle.
— Particolarità
Trova la strada con il naso. Le berte appartengono agli uccelli dalle narici a tubo, che hanno un olfatto finissimo: fiutano il plancton e i pesci attraverso le molecole che liberano in mare, e riconoscono la propria tana dall’odore. Alcuni ricercatori italiani hanno dimostrato che anche l’orientamento in mare aperto dipende dall’olfatto: berte a cui era stato temporaneamente tolto il senso dell’odorato, liberate lontano dalla colonia, vagavano per giorni prima di ritrovarla, mentre quelle con il naso intatto tornavano dritte.

