Assiolo
Otus scops

— Da dove viene il nome
Otus viene dal greco ōtós, l’orecchio, per i ciuffi di penne che non sono orecchie ma ci somigliano; scops è skṓps, il nome che Aristotele dava a un piccolo gufo, imparentato con il verbo «guardare». Il nome italiano deriva da entrambi attraverso il latino asio. In mezza Italia però lo si chiama «chiù», che è il suo verso, e con quel nome è entrato nella poesia italiana grazie a Pascoli.
— Scheda
- Gruppo
- Uccelli · Aves
- Ordine
- Rapaci notturni
- Habitat
- Uliveti, filari, giardini, campagne alberate, boschi radi
- Areale
- Europa meridionale, Nord Africa, Asia occidentale; sverna nel Sahel
- Dimensioni
- 19–21 cm, apertura alare 47–54 cm, 60–135 g
- Dieta
- Insetti grandi, soprattutto grilli e cavallette
- Longevità
- 6 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
È il più piccolo rapace notturno europeo: pesa quanto un merlo.
- 02
Il canto è un fischio unico ripetuto ogni due o tre secondi per tutta la notte.
- 03
Allungandosi contro un tronco diventa indistinguibile dalla corteccia.
— Particolarità
Il suo verso è difficile da localizzare, e non è un caso: la nota è quasi pura, priva degli attacchi bruschi che il nostro orecchio usa per calcolare la direzione, e chi lo cerca finisce per girare in tondo mentre l’uccello canta a pochi metri. Le coppie si rispondono in duetto a distanza, con il maschio più grave e la femmina più acuta. È il rumore di fondo delle notti d’estate in tutto il Mediterraneo, e quasi nessuno di quelli che lo sentono ha mai visto l’animale che lo produce.

